sabato 23 ottobre 2010

Tarte Tatin alle cipolle e uvetta


L'autunno per me è il periodo ideale per dedicarmi alla cucina, un po' perchè la temperatura fuori è scesa parecchio e accendere il forno diventa piuttosto piacevole:-), un po' perchè mi viene più appetito, ergo più voglia di mangiare qualcosa di buono... risultato... "prepariamo qualcosina di particolare và e diamo un senso a questa giornata";-). La cosa che più mi piace però è ritrovare tra le pile di libri sparse per casa, i miei preferiti... pieni di linguette segnalibro colorate... (mi riprometto sempre di provare le ricette più interessanti!!) e dai quali rubo qualche idea sfiziosa... il più delle volte poi faccio di testa mia! Stravolgo le dosi, sostituisco ingredienti, aggiungo... tolgo, embè che c'è di male?
Ho deciso quindi di fare una tarte Tatin, e poi, visto che ho un libro dedicato interamente  alle tante versioni possibili...vogliamo usarlo?? Magari ne viene fuori qualcosa di speciale no?
... Mah... sapete una cosa, che la tarte Tatin nasca da una distrazione in cucina, stento ancora a crederlo!! Perchè allora tutte le volte che mi distraggo io (e la cosa capita molto facilmente;-)) è un vero disastro???!!! Puntualmente brucio qualcosa in forno oppure abbondo con il sale... grrrrrr... comunque sia, difficilmente riesco a recuperare la situazione:-( E invece che ti fanno stè due sorelline? Un'invenzione geniale... la torta rovesciata che, oltre al fatto di essere squisita, è anche di aspetto molto raffinato, che non guasta.
Vi racconto brevemente questa storiella curiosa che arriva dalla Francia... ma se vi annoia passate oltre eh?... non mi offendo mica dai! E poi sarò breve... (anche se questa cosa mi è alquanto difficile!!!)... per prima cosa la tarte Tatin nasce in versione dolce, con le mele appunto e prende il nome dalle inventrici: le sorelle Tatin. Dicevo... le due sorelle gestivano un albergo... una delle due aveva infornato delle mele per i suoi ospiti dimenticandosi di aggiungere l'impasto.
Grazie all'idea dell'altra sorella tentò di recuperare la situazione aggiungendo alle mele ormai caramellate il cosiddetto "impasto matto" a base di farina, burro e uova. Come andò a finire è cosa nota!  Tanto successo è stato motivo di interesse e la ricetta è oggi rivisitata in mille modi e naturalmente le versioni salate sono innumerevoli.
Questa è la mia. Fatta con cipolle di Tropea (il meglio del meglio) e azzardata con l'aggiunta di uvetta per accentuarne la sua dolcezza. A noi è piaciuta moltissimo e tra un boccone e un altro parlavamo già di come inventarla la prossima volta! Una mania.


TARTE TATIN ALLE CIPOLLE E UVETTA

INGREDIENTI:
per una tortiera del diametro di 22/24 cm.
  • 4 cipolle di Tropea
  • 50 gr. di uvetta
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • sale e pepe q.b.
Pasta matta:
  • 250 gr. di farina semi integrale (tipo 1)
  • 100 gr. di acqua gasata
  • 50 gr. di olio EVO (5 cucchiai circa)
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • 1 cucchiaio di erbe tritate (timo, salvia, prezzemolo, maggiorana, etc.)
PREPARAZIONE:
Mettete a bagno l'uvetta nell'acqua tiepida per farla rinvenire. 
Pasta matta: inserite nella ciotola della planetaria tutti gli ingredienti e impastate usando la "foglia", se necessario unite ancora un po' di acqua. Appena si sarà formata una palla liscia e soda, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare trenta minuti.
Affettate le cipolle e fatele sudare in una padella con l'olio per una quindicina di minuti (se necessario aggiungete qualche cucchiaio di acqua), dopodiché aggiungete l'uvetta e l'aceto balsamico. Fate restringere qualche minuto e regolate di sale e pepe. 
A questo punto stendete la pasta matta dello spessore di circa 3/4 millimetri e ricavate un disco della misura della tortiera.
Cospargete la tortiera (foderata con carta forno) con lo zucchero, stendete le cipolle e copritele con la pasta matta, chiudendo bene i bordi. Spennellate la superficie con olio EVO.
Infornate a 180/190° per circa 25/30 minuti. Terminata la cottura, capovolgetela su di una gratella e fatela intiepidire prima di degustarla.

lunedì 18 ottobre 2010

Banana bread



Che ci crediate oppure no, quello che vedete in foto, è il terzo Banana Bread che sforno da una decina di giorni a questa parte... Slurp!... In casa non ne possono più... e gli amici in questi casi beneficiano di qualche fettina extra;-)  ... E mentre scrivo il post, naturalmente, sto addentandone una bella fettona... :-) tanto per restare in tema... e riuscire ad esprimere al meglio lo stupore che ho provato (e che continuo e continuo a provare) nell'assaggiare per la prima volta questa semplice delizia!!! 
Non sò se capita anche a Voi ma io vado un po' a periodi... ci sono giorni che metto in borsa una banana ogni mattina come spuntino da portare in ufficio, altri che mi dimentico quasi di averle comprate... sigh!! Bene, adesso saprò che si trasformeranno magicamente in un'ottima colazione!!!!!
Un giusto tributo a queste povere banane che spesso giacciono in cucina dimenticate dal mondo... solo perchè di un colorino non più molto invitante. Ed è proprio in questo momento che daranno il meglio di sè... Ormai per me è una mania e ogni scusa è buona per preparare il Banana Bread... mi piace anche il suo nome, tanto Americano!! Infatti non richiede traduzione...
Tutti lo conoscono, tutti lo provano a fare... Il Banana Bread piace! Spopola su molti blog... non immaginavo... Chissà?? Sarà perchè si prepara in un attimo o forse perché le banane sono amatissime... ma è davvero uno dei dolci che ho visto proposti in mille ricette ed anche in più varianti (quella con gocce di cioccolato fondente ad esempio, che sicuramente è eccezionale!!!).
Amando molto la cucina americana, non poteva mancare tra le mie ricette a Lei dedicate.
Ho voluto provarci anch'io insomma... a tirar fuori una "mia" versione, cercando di adattarla ai miei gusti e alle mie "esigenze",  che mi vedono molto attenta al consumo di grassi animali... (e poi, ad esser  sincera con Voi... a me il sapore del burro non piace proprio!!! Ughhh).

BANANA BREAD

INGREDIENTI:
  • 250 gr. Farina semi integrale
  • 100/120 gr. di zucchero di canna
  • ½ cucchiaino di sale
  • ½ cucchiaino di cannella
  • ½ cucchiaino di noce moscata
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • 50 gr. noci (tostate e a pezzetti)
  • 3 banane mature
  • 2 cucchiai latte di soia (o altro latte vegetale)
  • 2 uova bio
  • 60 ml. di olio di riso (oppure di semi o vinacciolo)
  • ½ tazzina di caffè
PREPARAZIONE:
Versate e miscelate in una ciotola tutti gli ingredienti secchi.  In un'altra ciotola riducete in purea le banane (aiutandovi con una forchetta), quindi aggiungete il latte, le uova leggermente sbattute, l'olio ed il caffè espresso. Versate gli ingredienti liquidi nella ciotola con quelli secchi e miscelateli senza amalgamarli bene, in modo da non lavorare troppo il composto (altrimenti risulterà duro e gommoso). Rivestite uno stampo da plumcake con carta forno ed infornate in forno già caldo a  190° per 55’. Lasciate riposare 5' prima di sformare. Adagiate il banana bread su una griglia a raffreddare.

Idea golosa: servitelo tiepido spalmato con formaggio fresco cremoso!!!

 

giovedì 14 ottobre 2010

Bavarese di pesche al Moscato


E passiamo un po' a qualcosina di dolce, morbidoso e... cremoso, valà! Che, dobbiamo riconoscere, cambia musica alle nostre giornate... se poi ci mettiamo questo freddo che negli ultimi giorni si fà sempre più insistente, la voglia di tirarsi un po' sù il morale è cosa ovvia e legittima, non pensate anche Voi?? ;-) Proprio stamattina appena sveglia, buttando gli occhi (ancora moooolto assonnati) fuori dalla mia finestra, non distinguevo quasi la strada, i giardini di fronte dei vicini, gli alberelli tutt'intorno (che solitamente mi fanno compagnia per un pezzetto quando vado a lavoro, tutti fieri e di un meraviglioso colore verde brillante!! ehm...certo però in questi ultimi giorni un po' più giallini del solito direi...)... nulla... solo una nebbiolina pronta a ricordarmi che le giornate ora saranno più fredde ed umide e che è tempo di tirar fuori i maglioncini di lana!!
Direte quindi voi... "che c'entra ora la nebbia con la bavarese qui sotto?!???" C'entra c'entra.... se non mi sbrigo a pubblicare oggi il post dovrò attendere (mi sà) il prossimo anno!!! Eh nò è? Tutta sta fatica! Pubblico pubblico, di corsaaaa! Chissà, magari in giro per l'Italia si trova ancora qualche pesca buona e qualcuno bisognoso ancora di un po' di estate (io tanto!!!!) avrà voglia di prepararsela... magari in una giornata come quella di oggi!! Porterà il sole e l'estate in casa, questo è certo!
Dunque... un po' laboriosa lo è, ma se dovete far colpo su qualche Amica ;-) o semplicemente per far felici i vostri familiari (hai detto niente!!!)... avrete grandi soddisfazioni:-)


BAVARESE DI PESCHE AL MOSCATO

INGREDIENTI per una tortiera da 20/22 cm.:
  • n° 4 pesche gialle
  • 1/2 litro di Moscato
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 6 gr. di gelatina in fogli
Per la bavarese:
  • 250 ml. di latte
  • 3 tuorli
  • 80 gr. di zucchero
  • 4 gr. di gelatina in fogli
  • 200 ml. di panna
Per il biscotto:
  • 75 gr. di burro
  • 75 gr. di cioccolato fondente
  • 40 gr. di farina 00
  • 1 uovo
  • 2 tuorli
  • 75 gr. di zucchero di canna
PREPARAZIONE:
Biscotto
Montate l'uovo e i tuorli con lo zucchero utilizzando le fruste. Fondete il cioccolato con il burro (a bagnomaria o al microonde) e aggiungetelo alle uova montate. Unite poi la farina setacciata e amalgamate con una spatola. Stendete il composto in uno stampo a cerniera foderato di carta forno e cuocete il biscotto a 180° per 10/12 minuti.
Gelatina al Moscato
Versate in una casseruola il Moscato, lo zucchero e le pesche (sbucciate e denocciolate) e fate cuocere per una decina di minuti. Quando saranno cotte, scolatele e frullatele con 4 gr. di gelatina precedentemente ammorbidita in acqua fredda. Fate ridurre sul fuoco il Moscato per 10 minuti, filtratelo, tenetene da parte 1/2 bicchiere e aggiungete al resto 4 gr. di gelatina ammorbidita.
Bavarese
Fate ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Sbattete i tuorli con lo zucchero e nel frattempo scaldate in un pentolino il latte. Unitelo poco per volta ai tuorli, mescolando continuamente. Rimettete tutto nel pentolino e poi sul fuoco; cuocete fino a quando la bavarese velerà il cucchiaio (83°). A quel punto toglietela dal fuoco, incorporate la gelatina, unitela alla purea di pesche e fate raffreddare. Montate quindi la panna ed incorporatela delicatamente.
Riprendete lo stampo con il biscotto al cioccolato ed inumidite bene (con un pennellino) la superficie con il Moscato che avete tenuto da parte; versateci (direttamente nello stampo) sopra la mousse di pesche e in ultimo la gelatina al Moscato. Conservate in frigorifero per almeno 3/4 ore. Sformate la bavarese e servite.

mercoledì 6 ottobre 2010

Risotto alla zucca e toma d'alpeggio


Zucca??? Si aprano le danze!!! Preparatevi a vedervela propinata in tutte le "salse", perchè dove c'è Zucca c'è Gioia, dove c'è Gioia c'è Bontà e dove c'è Bontà c'è Gusto.... oddio non riesco a fermarmi!!! 

Finalmente in Risotto! Mamma quanto mi piace... così cremoso e profumato. Questa volta me lo sono proprio gustato... non ho fatto altro che sedermi a tavola e godermelo!! Infatti tanta squisitezza non è farina del mio sacco... il cultore del riso in famiglia è il mio bel consorte... io ogni tanto gli cedo felicemente il posto tra i fornelli... perchè lui sì che sa fare un Risotto a regola d'arte!!!???!!! E poi vi dirò, mi piace guardarlo mentre cucina per me!! Non potete neanche immaginare l'impegno che ci mette affinchè tutto sia speciale... Risultato?: è venuto un Amore, perfetto!!! ... perchè SEMBRA facile mettersi lì, di buona volontà, con tutti gli ingredienti, scelti con cura e sistemati sul piano della cucina, pronti ad essere trasformati, (con un po' di calma però!), in un primo piatto che tutto il mondo ci invidia!!! Perchè sì, dài, lo sanno tutti!!!!! Il Risotto è orgoglio nazionale, un Nostro patrimonio, e solo noi italiani sappiamo bene quanta dedizione ci vuole per crearne uno perfetto, ASSOLUTO appunto. Ma come dicevo... sembra facile...;-)... poche volte (fatta eccezione per i ristoranti più esclusivi e blasonati della mia zona) sono riuscita a mangiarne uno "fatto a dovere" a casa di qualche conoscente o amico... il più delle volte il risultato era un riso bollito unito ad un qualche ingrediente, oppure un piatto che si preparava praticamente da sè, in pentola a pressione!!! Eresia!!! No pentola a pressione: 1° regola!
Non me ne volete però!!! Io sono una di quelle che con la pentola a pressione ci cucina di tutto, penso bisognerebbe santificare l'inventore!! (ammetto di farci spesso il mio riso integrale) ma il Risotto proprio NO...., ci sono delle regole per prepararlo e forse vale la pena di seguirle... il risultato sarà eccellente, da ristorante stellato;-)
Quello che vedete in foto, come vi dicevo, è preparato con la regina di stagione: la Zucca, per la quale nutro un amore incondizionato... cremosa e vivace, dolce e rilassante. Con la toma d'alpeggio ha dato il meglio di sè!!!!


Vi parlavo di Regole!!!... ecco il nostro modus operandi...
(Mi scuso in anticipo con Voi che leggete se ho utilizzato un tono un po' didattico e forse.... presuntuosetto!!! Ma qui stiamo parlando di roba seria!!!!!!! Eh?)

IL RISOTTO ASSOLUTO
Occorre ricordare prima di tutto che un Risotto è un riso prima tostato in casseruola (senza grassi) e poi portato a cottura con brodo. In tutti gli altri casi si tratta di un riso e non di un Risotto. 

Il brodo
Un buon brodo deve essere preparato con le classiche verdure (sedano, carota e cipolla) e gli scarti dell’ingrediente principale che si userà nel Risotto, che può essere carne, pesce o verdure. Andrà coperto con acqua fredda leggermente salata e lasciato sobbollire per circa un’oretta.
Il soffritto
Una delle regole base prevede che il riso non debba mai essere fatto tostare con la cipolla cruda unita ad un grasso (olio o burro), altrimenti il riso tosterebbe e la cipolla brucerebbe; diversamente la cipolla “suderebbe” e il riso non tosterebbe; in tal caso comincerebbe a cuocere e non diventerebbe Risotto ma rimarrebbe riso. La cipolla, lo scalogno o i porri, andranno tritati finemente (in modo da non sentirsi sotto i denti ma solo insaporire e dare corpo al Risotto). Andranno stufati a parte in un pentolino antiaderente con un filo d’olio e 3/4 cucchiai di acqua per 10/15 minuti. 
La tostatura
Tostare il riso serve a chiudere i pori e a formare una crosticina attorno ai chicchi per aumentarne la tenuta in cottura: se si salta questo passaggio, a cottura ultimata otterremo un riso che sembrerà bollito, quindi non un Risotto. La tostatura andrà fatta ad alta temperatura in una casseruola già calda e senza grassi, continuando a mescolare il riso per un paio di minuti. Dopodiché andrà sfumato con del vino (se previsto dalla ricetta). Il vino andrà fatto precedentemente sobbollire per circa 2/3 minuti per far evaporare l’alcol, principale causa del leggero retrogusto amaro. Inoltre, unito caldo al riso, evita lo shock termico che potrebbe rompere i chicchi.
La cottura

Dopo la tostatura andranno aggiunti un paio di mestoli di brodo caldo, andrà unito il soffritto e lasciato assorbire. Si porterà a cottura, continuando a mescolare e ad unire il brodo (diminuendo sempre più la dose per evitare che il riso arrivi a cottura troppo brodoso). Gli ingredienti della ricetta andranno aggiunti tenendo conto del tempo (o residuo di tempo) di cottura che riceveranno nel Risotto. La cosa importante sarà unirli nè troppo presto, onde evitare la perdita di consistenza e di sapore, nè troppo tardi, poiché non cuocerebbero. Si regolerà di sale verso fine cottura.
La mantecatura
La mantecatura conferirà al risotto una consistenza morbida “all’onda”, oltre che lucentezza e sapore.
Il Risotto andrà tolto dal fuoco e si potrà incorporare (senza abusare) il burro freddo (circa 15 gr. ogni 150 gr. di riso, secondo i gusti) o l’olio (questo dipende dalla ricetta); se previsto andrà unito a questo punto il formaggio grattugiato. Si mescolerà bene e si coprirà la casseruola lasciando riposare il Risotto per qualche minuto prima di impiattarlo.
Il risultato sarà ASSOLUTO!
 


RISOTTO ALLA ZUCCA E TOMA D'ALPEGGIO

INGREDIENTI per 4 persone:
  • 300 gr. di riso Carnaroli
  • 100 gr. di toma
  • 300 gr. di zucca (già pulita)
  • 1 scalogno
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
per il brodo:
  • 1 carota
  • 1 costola di sedano
  • 1 cipolla piccola
  • scarti della zucca
  • 1 rametto di salvia 
Per la preparazione seguite le regole del Risotto Assoluto avendo cura in questo caso di cuocere la zucca a vapore, frullarla ed aggiungerla al Risotto cinque minuti prima del termine della cottura.
La toma verrà utilizzata per la mantecatura finale.
 

martedì 28 settembre 2010

Fichi con caprino, mandorle e miele


Ci sono giorni che dedico al "dolce far niente". Pochi a dire il vero, perchè amo essere attiva, dedicarmi alle cose che mi rasserenano (ed anche alle faccende quotidiane, ovvio!), ma soprattutto in questa stagione la voglia di godermi un po' di tranquillità si fa sentire di più. Le giornate si sono decisamente accorciate e mi accorgo di voler passare più tempo in casa, immergermi  nella luce ambrata di questi pomeriggi, senza programmi precisi.
Capita quindi che passi dalla lettura di un buon libro alla scelta su come realizzare qualche ricetta che ho in testa da un po'...la cucina rientra tra le cose che mi danno pace... questo è ciò che intendo per "dolce far niente"!! Rilassarsi e pensare, progettare, sognare...
Naturalmente prediligo inventarmi qualcosa con i cibi che più amo, che mi ricordano i sapori della stagione che stiamo vivendo, che mi emozionano.
In questo caso c'è stato davvero poco da inventare, ma per scelta. Alcuni alimenti sono già perfetti in natura e "lavorarli troppo" penalizza il gusto a mio avviso! 
Il piatto di oggi è uno di quelli che vorrei poter mangiare in ogni stagione ma purtroppo come tutti sappiamo le cose buone si fanno sempre desiderare...ne posso godere solo per un paio di mesi l'anno, ahimè!
I fichi sono quelli del nostro orto, gli ultimi, raccolti personalmente con le mie manine qualche giorno fa; ho voluto "destrutturarli"??? (termine molto in voga tra gli addetti ai lavori) ed abbinarli ad un caprino freschissimo per il quale farei pazzie! Annaffiati poi con miele di castagno ad esaltarne la dolcezza.
Più semplice e naturale di così!!


FICHI CON CAPRINO, MANDORLE E MIELE

INGREDIENTI per 6 fichi:
  • 6 fichi
  • 100 gr. di formaggio di capra morbido
  • 30 gr. di stracchino
  • 30 gr. di mandorle a filetti
  • 1 cucchiaio di miele di castagno
PREPARAZIONE:
Lavate delicatamente i fichi, asciugateli bene e teneteli da parte. Tostate in un padellino antiaderente i filetti di mandorle.
Preparate la mousse al formaggio montando con una frusta il caprino e lo stracchino fino a raggiungere una consistenza soffice e cremosa.
Appoggiate i fichi orizzontalmente su di un tagliere e tagliateli in tre parti uguali; farcite due parti con la mousse al formaggio aiutandovi con un sac à poche e ricomponete delicatamente i fichi. Avvolgete ciascun fico con della pellicola per alimenti e riponeteli in frigorifero per un paio di ore. 
Al momento di servire, tagliate ogni fico a metà (verticalmente), completate il piatto con i filetti di mandorle e qualche goccia di miele di castagno.

giovedì 23 settembre 2010

Insalata di fagiolini e patate novelle


Dal momento che siamo quasi in ottobre e che il periodo dei fagiolini è praticamente terminato... mi affretto a pubblicare il post di questa insalatina che ho lasciato in stand bye da un paio di settimane ormai! 
La ricettina è nata casualmente... è proprio vero: il  cervello si mette in moto in momenti di vera necessità. E sì, questa è una vera necessità! Il fatto è che il nostro orto quest'estate "pullulava" di fagiolini (e gliene sono grata, naturalmente), ma proprio non ne potevo più di mangiarne... li ho preparati in mille modi: in vellutata, in sughetto, prezzemolati, saltati in padella e quant'altro. Quindi urgeva un cambiamento!!!!! 
Ne è nata una dignitosissima e sorprendente insalatina, piena di sapore e grazie alla salsina di acciughe e capperi: s f i z i o s i s s i m a !! 
L'ho servita tiepida per assaporarne meglio i sapori... 
...sembrerà strano ma adesso, ripensandoci, avrei voglia di un po' di quei fagiolini ;-)
 

INSALATA DI FAGIOLINI E PATATE NOVELLE

INGREDIENTI per 4 persone:
  • 400 gr. di fagiolini
  • 12 patate novelle
  • 20 pomodorini confit
  • 4 acciughe (in sostituzione per vegan 30 gr. di tofu cremoso)
  • 4 capperi
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • 1 cucchiaio di olio all'aglio
  • 3 cucchiai di olio EVO
PREPARAZIONE:
Lavate accuratamente le patate sotto l'acqua corrente, sistematele (senza privarle della buccia) in un cestello e cuocetele a vapore per circa 20/25 minuti. Lavate e mondate anche i fagiolini, lessateli per circa 10 minuti in acqua bollente salata, dopodichè scolateli, raffreddateli in acqua e ghiaccio e asciugateli.
Nel frattempo preparate la salsa: frullate con il minipimer il prezzemolo, le acciughe, i capperi, l'aceto balsamico e gli oli, finchè non otterrete una salsina cremosa.
Tagliate le patate a spicchi, i fagiolini in due (se troppo lunghi) e riuniteli in una terrina con i pomodorini confit. Condite con la salsa all'acciuga e capperi e servite.

giovedì 16 settembre 2010

Brownies



Ogni volta che preparo i brownies sò già, fin da subito, che saranno la più dolce conclusione di una buona cenetta... proprio non resisto all'idea di servirli e di sbirciare il sorriso deliziato che compare sulle labbra dei miei ospiti! Credo che il tripudio di emozioni che scatena questo dolcetto (croccante fuori ma dal cuore morbido morbido) sia paragonabile ad una passeggiata in Paradiso... o meglio sulla Fifth Avenue inebriata dai suoi grattacieli meravigliosi che si specchiano l'uno dentro l'altro... insomma una vera magia!
... E la cosa meravigliosa è che la magia si ripete ogni volta... sempre nello stesso modo! Gli ingredienti si amalgamano a meraviglia!!! A fatica mi trattengo dall'assaggiare la crema morbida e cioccolatosa prima di metterla in forno!  Ad essere sincera mi scappa sempre un ditino dentro, tanto per accertarmi che il sapore sia perfetto...
Questa ricetta è presa dal libro "Buon Appetito America!" che devo dire essere tra le migliori che ho provato!! Inoltre non è fatta con il cioccolato fondente bensì con il cacao, quindi risulta molto più leggera di altre in circolazione, il che non fa male, visto che di un quadrotto non si riesce mai ad accontentarsi!!!

BROWNIES
INGREDIENTI:
  • 150 gr. di burro
  • 250 gr. di zucchero (io ho usato zucchero di canna)
  • 75 gr. di cacao amaro
  • 1/4 di cucchiaino di sale
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 2 uova fredde
  • 60 gr. di farina
  • 80 gr. di pezzetti di noci o di noci pecan
PREPARAZIONE:
Scaldate il forno a 180° e sistemate la griglia nella parte più bassa del forno.
Fondete a bagnomaria il burro, lo zucchero, il cacao e il sale, mescolando di tanto in tanto finchè il composto non risulterà liscio. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare leggermente.
Prelevate l'interno dalla vaniglia e unitelo al composto amalgamando con un cucchiaio di legno.
Incorporate le uova, una alla volta, mescolando vigorosamente dopo ogni aggiunta. Quando il composto sarà denso e omogeneo, unite la farina e mescolate fino ad amalgamare bene, sbattendo con forza per 40 volte. Unite in ultimo le noci. 
Versate il composto in una teglia quadrata di 20 cm foderata con carta da forno ed infornate per 25' verificando che inserendo uno stecchino nel dolce, ne uscirà ancora umido.
Fate raffreddare e tagliate in quadrotti della dimensione che preferite.

venerdì 3 settembre 2010

Linguine con gamberi pomodorini confit e lime


Dopo aver passato la fase "ricettine easy super rinvigorenti" (e non vi nascondo, superveloci da preparare, che non guasta! ;-)) passo all'attacco con un piattino studiato con tutti i crismi... essì eh!!! Oggi si fà sul serio...  E allora, cosa ne pensate? Vi ho tentato con le mie linguine ai gamberi???
Credo che potrebbero migliorare una giornata no, almeno a me succede... in fin dei conti il cibo cura molte ferite!!! Infatti la pasta coi gamberi fà parte della mia Lista dei cibi Coccola... ognuno di noi ha due o tre (o mille) ingredienti della felicità, dai quali si lascia far consolare... Io sono convinta si chiamino Carboidrati ma non è così per tutti ovviamente!!
Il profumo di mare che sprigionano i gamberi è qualcosa di unico, a patto di saltarli velocissimamente, non hanno bisogno quasi di cottura!! Questa volta ho pensato di aggiungere qualche pomodorino confit (ultimamente ne ho prodotti proprio tanti da non sapere più dove infilarli!!!) che ha bilanciato la naturale dolcezza del piatto e la scorza del lime che conferisce freschezza al piatto. Vogliamo parlare poi dei suoi colori meravigliosi?


n.b. è arrivato anche per noi due qualche giorno di relax!!! Domani si parte... ci aspetta una piccola isola della Grecia! Sotto l'ombrellone chiacchiere culinarie...
Arrivederci!!!


LINGUINE CON GAMBERI POMODORINI CONFIT E LIME

INGREDIENTI per 4 persone:
PREPARAZIONE:
Sgusciate i gamberi lasciando la testa e togliendo il filo nero dell'intestino, lavateli e asciugateli. Scaldate una padella antiaderente con un filo di olio EVO, aggiungete i gamberi e fateli saltare per tre minuti, salate, pepate (io ho usato pepe di Sichuan), unite i pomodorini confit e fate andare ancora per un minuto.
Lessate le linguine in abbondante acqua salata e scolatele al dente direttamente nella padella dei gamberi, aggiungete il prezzemolo tritato, un filo di olio all'aglio e fate saltare in modo da "legare" bene il tutto.
Con l'aiuto di un coppa pasta, sistemate le linguine nei piatti terminando con una grattugiata di scorza di lime.

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