giovedì 29 aprile 2010

Torta di carote con glassa al cacao

Torta di carote con glassa al cacao
Vi presento oggi la torta che ha accompagnato tutta la mia infanzia, quella di mio fratello, e di qualche amichetta che frequentava casa mia. Chiaramente continuo a farla e rifarla ancora oggi che sono cresciuta ed il suo sapore resta sempre divino. Non poteva mancare all'appello, in quanto per me rappresenta la vera torta fatta in casa, da gustare con la famiglia e gli amici  ed è legata a ricordi di compleanni a scuola, gite fuori porta, festicciole d'ufficio, ecco per dirla tutta io ero incaricata a prepararla quando si presentava una qualche occasione. Ricordo di averla portata anche ad un picnic e sistemata sotto la sella della Vespa, ben protetta! Insomma è davvero la più sfornata dal mio forno...
So bene che di ricette di torte con carote in giro ed in rete se ne trovano in quantità, ma questa resta davvero unica, per via dell'utilizzo della carota lessata e non grattugiata.
La ricetta originale è stata un dono (prezioso) di una Suora italiana che viveva in Brasile, zia di Lucia, una carissima amica di famiglia e che nei primissimi anni '80 per la prima volta ha preparato il dolce insieme a mia mamma e a me che osservavo curiosa, promettendoci che sarebbe stato speciale. Così è stato! (Almeno per quanto mi riguarda).
Con il passare del tempo, ho sostituito lo zucchero semolato, presente nella ricetta, con zucchero di canna grezzo e questo ha dato, a mio avviso,  più carattere al dolce. Voi preparatelo come preferite, sarà buonissimo in entrambi i casi.
Per quanto riguarda la teglia da utilizzare, và benissimo un diametro medio, rotondo o rettangolare, a ciambella, da plumcake...
Un' ultima cosina;) la glassa al cacao stà meravigliosamente bene con il sapore delle carote, e anche se ogni tanto l'ho sostituita con del semplice zucchero a velo il paragone non reggeva... quindi torta di carote con glassa al cacao sia!

Torta di carote con glassa al cacao

TORTA DI CAROTE CON GLASSA AL CACAO

INGREDIENTI:
  • 4 carote (medie)
  • 4 uova bio
  • 2 cup di farina 00 bio
  • 2 cup di zucchero di canna
  • 1 cup di olio di semi
  • 1 bustina di lievito o cremor tartaro
Per la glassa al cacao:
  • 6 cucchiai di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di burro
  • 2 cucchiai di latte
  • 2 cucchiai di cacao amaro
PREPARAZIONE:
Pelate le carote, lavatele ed asciugatele bene. Tagliatele in tre parti e lessatele in acqua fredda finchè non saranno ben cotte. Una volta fredde, versatele nel bicchiere del frullatore unendo l'olio, le uova e frullate; (questa operazione si può fare anche con il minipimer).
Versate la crema ottenuta in una terrina e a parte miscelate la farina e lo zucchero che andrete poi ad aggiungere poco per volta alla crema; unite in ultimo il lievito.
Imburrate la teglia che avete scelto e spolveratela di farina. Versate il composto ed infornate in forno già caldo per 40' a 180°.
Quando il dolce sarà cotto, sfornatelo e lasciatelo raffreddare. Procedete poi colando sopra tutta la superficie, la glassa al cacao calda che avete preparato.
Preparazione della glassa:
sciogliete in un pentolino il burro, unite lo zucchero ed il cacao, infine il latte un po' alla volta fino ad ottenere una glassa omogenea.

domenica 25 aprile 2010

Gamberi in pasta kataifi e guacamole di avocado

Gamberi in pasta kataifi e guacamole di avocado
Gamberi: la mia più grande passione a tavola! 
Ogni volta che li preparo è una festa per occhi e palato... persino il pensiero delle calorie non ha più forza e loro, di calorie nè danno abbastanza! Ma per qualche cosa bisogna pur sacrificarsi ogni tanto!! Passiamo alla preparazione di oggi: questa sconosciuta (per me intendo):
La pasta Kataifi. Molto scenografica. A mio avviso riesce a far sembrare più sofisticato qualsiasi piatto, se poi è di pesce ancora meglio! Essendo a base di acqua e farina, ha un gusto neutro e proprio per questo si adatta a preparazioni dolci e salate in virtù dell'utilizzo dello zucchero o del sale. Poi la croccantezza che aggiunge è simile a quella delle patatine... antistress;) I gamberi si accompagnano molto bene alla guacamole per via della loro dolcezza di fondo e per la cremosità dovuta ai grassi "buoni" di entrambi... l'avocado è un frutto preziosissimo, il più completo dal punto di vista nutrizionale, è però molto calorico ma il gusto è davvero speciale.
La ricetta della guacamole classica (di origine messicana) tramandata fin dal tempo degli Aztechi ha origini antichissime; non prevede aggiunta di altro oltre al limone o al lime, ma alcune varianti prevedono anche cipolla, coriandolo, peperoncino e spezie varie.
;) Se vi avanza un po' di salsa consiglio di spalmarla su un po' di pane, magari Carasau....

Gamberi in pasta kataifi e guacamole di avocado

GAMBERI IN PASTA KATAIFI E GUACAMOLE DI AVOCADO

INGREDIENTI per 4 persone:
  • 8 gamberi
  • pasta kataifi q.b.
  • 2 avocado maturi
  • 1 lime
  • 1/2 scalogno
  • peperoncino fresco q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio EVO q.b.
PREPARAZIONE:
Preparate la salsa guacamole: sbucciate gli avocado e tagliateli a dadini, tritate insieme lo scalogno e il peperoncino e mettete tutto in una ciotola; unite quindi il succo del lime e con una forchetta sminuzzate il preparato in modo da creare una crema omogenea, regolate di sale e pepe a vostro gradimento.
Togliete il carapace ai gamberi lasciandogli la testa, salateli, pepateli (io ho usato pepe di Sichuan) e avvolgeteli nella pasta kataifi. Sistemate i gamberi sopra una teglia ricoperta di carta forno, irrorateli con un filo di olio EVO e infornateli per 5/7 minuti a 160/170 gradi.
Presentazione del piatto:
Stendete un velo di salsa guacamole su un piatto, sistemate due gamberi ancora caldi e qualche cristallo di fleur de sel.

giovedì 22 aprile 2010

Torta povera di pane e mele

Torta povera di pane e mele
Un tempo veniva chiamata Torta povera per via dei pochi ingredienti  utilizzati e per il recupero del pane raffermo di cui si disponeva sempre in casa, e credo perchè povera di zuccheri e grassi.
Questa crostata è senza dubbio tra le più salutari che conosco. La sua forza è quella appunto di non contenere zuccheri aggiunti e la sua dolcezza è data dalla marmellata e dalle mele. Il sapore ricorda un po' quello dello strudel perchè oltre alle mele, ci sono i pinoli, l'uvetta e la cannella, ma trovo che sia molto più golosa per via della pasta frolla e del rum.
Non c'è un momento giusto della giornata per gustarla, è buona sempre; a volte (quando ho poco tempo) diventa il mio pranzo insieme ad una spremuta d'arancia;) 
E' la reinterpretazione della ricetta originale di Luca Montersino, adattata secondo i miei gusti; l'ho resa più "rustica" con la farina integrale nella frolla e con il pane integrale (fatto sempre in casa) nel ripieno, per avvicinarmi il più possibile ai sapori poco raffinati di un tempo.

Torta povera di pane e mele

TORTA POVERA DI PANE E MELE
(Ricetta di Luca Montersino modificata)
 INGREDIENTI:
  • 2 mele renette
  • 40 gr. di uvetta sultanina
  • 20 gr. di pinoli
  • 30 gr. di rum
  • 160 gr. di pane integrale
  • 4 cucchiai di confettura di albicocca
  • 60/80 gr. di latte
  • Scorza di 1/2 limone bio
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere 
 Per la pasta frolla:
  • 150 gr. di farina semintegrale bio
  • 50 gr di farina integrale bio
  • 100 gr. di burro
  • 70 gr. zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 1 gr. di sale fine
  • scorza di 1/2 limone bio
PREPARAZIONE:
Mettete nella ciotola della planetaria con la foglia le farine, il sale e il burro freddo a pezzi; fate girare la macchina fino a sabbiare il composto, dopodichè unite lo zucchero di canna (precedentemente frullato per renderlo più fine), la scorza del limone e l'uovo. Appena si sarà formato l'impasto formate una palla, avvolgetela in una pellicola e fatela riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
Sbucciate e tagliate a cubetti le mele, tagliate a dadini il pane e ammorbiditelo nel latte, ammollate l'uvetta in acqua tiepida e poi mettetela a bagno nel rum.
Mettete in una ciotola i cubetti di mela, l'uvetta scolata dal rum (non troppo), il pane strizzato dal latte, i pinoli, la cannella, la scorza di limone, 2 cucchiai di confettura di albicocche e amalgamate delicatamente gli ingredienti.
Nel frattempo foderate con la pasta frolla uno stampo ben imburrato di 20/22 cm. (tenendo da parte i ritagli di pasta frolla che avanzeranno dai bordi), bucherellatelo con una forchetta e spalmate sul fondo e nei bordi 2 cucchiai di confettura di albicocche. Riempite con il composto di mele e completate la superficie con la pasta frolla avanzata passata attraverso un setaccio a maglie larghe, in modo da formare tanti vermicelli.
Infornate a 180 gradi per 35-40 minuti circa. A fine cottura, una volta fredda, spolverizzatela con lo zucchero a velo.

domenica 18 aprile 2010

Sformatino di asparagi con fonduta e uovo pochè

Sformatino di asparagi con fonduta e uovo pochè
Finalmente un po' di sole. E sui banchi del mercato iniziano a vedersi i primi asparagi, ai quali io non so resistere... mi piacciono preparati in tutti i modi perchè hanno un sapore delicato e si prestano bene sia per un primo piatto (mi viene in mente subito un bel risottino!!;)) che per  un antipasto o un contorno a secondi di carne e/o pesce.  Trovo che con le uova si sposino a meraviglia^^ e oggi li presento abbinati all'uovo di quaglia, che per la sua gradevole dimensione decora e rende simpatico il tutto.
Ho preparato uno sformatino piuttosto semplice in modo che il sapore non venga confuso tra gli altri, considerando poi che ho voluto abbinargli una fonduta  fatta con la fontina che già da sola ha un gusto particolarmente deciso.
Scegliete gli asparagi migliori che trovate e usate una fontina DOP, questo darà già ottime garanzie di successo.
Lo sformatino presentato su un bel piatto di portata fa la sua bella figura e regala una ventata di primavera in tavola, finalmente!
 

SFORMATINO DI ASPARAGI CON FONDUTA E UOVO POCHE'

INGREDIENTI per 4 persone:
  • 300 gr. di asparagi verdi
  • 2 tuorli
  • 1 uovo
  • 4 uova di quaglia
  • 40 gr. di Parmigiano
  • 1 spicchio d'aglio
  • 300 ml. di acqua
  • 2 cucchiai di aceto bianco
  • olio EVO q.b.
  • sale e pepe q.b.
Per la fonduta:
  • 200 gr. di Fontina DOP
  • 150 ml. di latte
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaino di farina
PREPARAZIONE:
Tagliate la Fontina a cubetti e mettetela per circa un'ora in un pentolino con la farina che avrete sciolto nel latte freddo. Nel frattempo lavate gli asparagi, privateli della parte legnosa e cuoceteli in acqua bollente salata (a fine cottura dovranno risultare al dente). Raffreddateli in acqua ghiacciata, tagliateli a pezzetti e saltateli in padella con l'aglio in camicia e un filo di olio EVO; lasciateli insaporire per pochi minuti.
Eliminate l'aglio e con l'aiuto di un minipimer frullate gli asparagi, il Parmigiano grattugiato, i tuorli e l'uovo; non appena il composto sarà diventato omogeneo, regolate di sale.
Ungete quattro stampini, riempiteli per tre quarti con il composto e cuoceteli in forno a bagnomaria per 25/30 minuti a 170 gradi.
Preparate la fonduta sciogliendo a bagnomaria la Fontina che avete tenuto a bagno nel latte; ottenuta una crema liscia, levatela dal fuoco e aggiungete il tuorlo d'uovo. Tenetela in caldo.
Preparate l'uovo pochè: in un pentolino portate a ebollizione l'acqua con l'aceto e un pizzico di sale (abbassate la fiamma al minimo); con un cucchiaio create un vortice nell'acqua e immergete, una per volta, le uova di quaglia sgusciate. Appena l'albume si sarà rappreso scolatele con una schiumarola e disponetele su carta assorbente (il tuorlo dovrà rimanere liquido).

Preparazione del piatto: stendete un velo di fonduta su ogni piatto, togliete lo sformatino dallo stampo, sistematelo al centro e terminate con l'uovo pochè in cima ed una macinata di pepe.

giovedì 15 aprile 2010

Mirto... ajò!

Mirto
Ed anche il Mirto è fatto! Finalmente posso dire di aver portato a termine un altro "lavoretto" lasciato in sospeso da più di un mese:-)) Ho avuto la fortuna di ricevere in regalo da mio cognato delle bacche di mirto appena arrivate dalla Sardegna e ne ho subito approfittato; liquore tradizionale di origine sarda, piace a maschietti e femminucce per via del suo intenso aroma di sottobosco e naturalmente è la felice conclusione di un pasto tra amici. Le bacche (sempre essiccate) sono saltuariamente utilizzate per insaporire carni e aromatizzare salumi; nel Lazio si utilizzano per preparare il "mortatum" romano: una salsiccia al mirto, mentre in Sardegna è molto diffusa la trasformazione industriale delle bacche in liquori, marmellate e dolciumi.
Il mio Mirto non è molto dolce in quanto a noi a casa piace sentirne l'aroma intenso, ma nessuno vieta di aumentare la dose di zucchero a vostro piacimento.


MIRTO

INGREDIENTI:
  • 1 litro di alcool puro 95%
  • 500 gr. bacche di mirto
  • 600 grammi di zuccchero semolato
  • 1,1 litri di acqua
PREPARAZIONE:
Lavare bene le bacche di mirto, farle asciugare e metterle in un contenitore di vetro con il tappo, versare all'interno anche l'alcool e chiudere; lasciare in infusione per 40 giorni al buio.
Dopo 40 giorni:
Filtrare l'infusione di alcool e bacche con un un tessuto di cotone. Dopodichè scaldare l'acqua con lo zucchero, farlo sciogliere bene e far raffreddare il tutto.
Unire l'acqua zuccherata all'infusione e mescolare bene. Imbottigliare il mirto così ottenuto e riporlo in frigorifero o nel congelatore per 15 giorni prima di degustarlo.

sabato 10 aprile 2010

Crostata allo zenzero con pere, cioccolato e sale di Cervia

Crostata allo zenzero con pere, cioccolato e sale di Cervia
Questa crostata è tra le mie preferite!!! E' stato amore al primo assaggio... ricordo ancora quanto il suo sapore mi abbia entusiasmato, ricco di componenti sapide, dolci e piccanti.
Non ultimo il fatto che il cioccolato assume una consistenza cremosa che si scioglie in bocca...
... ammetto che è uno dei piccoli peccati di gola che ogni tanto mi concedo.
Capita a tutti, in alcuni momenti, di cercare conforto nel cibo e posso garantire che (se amate il cioccolato fondente) questa piccola prelibatezza vi farà ritornare il buonumore! L'unico problema è riuscire a fermarsi alla prima fetta!!!!!! (io non sempre ci riesco...).
La preparazione è piuttosto semplice, ma bisogna fare attenzione alla cottura per poter avere il risultato perfetto, in quanto il cioccolato deve rimanere molto morbido. Per maggior tranquillità posso dirvi che se dovesse stare in forno un po' di più, il gusto sarà sempre ottimo, verrebbe solo a mancare la piacevole consistenza cremosa.
Usate un ottimo cioccolato fondente (consiglio al 70%) e non ve ne pentirete!

Crostata allo zenzero con pere, cioccolato e sale di Cervia

CROSTATA ALLO ZENZERO CON PERE, CIOCCOLATO E SALE DI CERVIA

INGREDIENTI:
  • 300 gr. di cioccolato fondente al 70%
  • 100 gr. di burro
  • 5 uova bio
  • 3 pere williams
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di sale di Cervia medio grosso
  • 1 bichierino di rum
Per la pasta frolla:
  • 200 gr. di farina semi integrale (tipo 2)
  • 100 gr. di burro
  • 70 gr. zucchero di canna
  • 1 uovo bio
  • 5 gr. di zenzero in polvere
  • 4 gr. di lievito per dolci
  • 1 gr. di sale fine
PREPARAZIONE:
Mettete nella ciotola della planetaria con la foglia, la farina, lo zenzero, il lievito e il burro freddo a pezzi; fate girare la macchina fino a sabbiare il composto, dopodiché unite lo zucchero di canna, precedentemente frullato per renderlo più fine, il sale e l'uovo. Appena si sarà formato l'impasto formate una palla, avvolgetela in una pellicola e fatela riposare in frigorifero per circa 2-3 ore.
Trascorso il tempo di riposo, imburrate una teglia del diametro di 24 cm. e rivestitela con la pasta frolla, bucherellate la superficie, sovrapponete un disco di carta forno e riempite con dei legumi secchi. Cuocete in bianco la crostata per 15 minuti in forno a 180 gradi.
In una casseruola (o nel microonde) fate fondere a bagnomaria il cioccolato con il burro e il rum. In un'altro recipiente montate i tuorli con lo zucchero e separatamente anche gli albumi.
Non appena il cioccolato si sarà sciolto toglietelo dal fuoco e unite lentamente i tuorli montati con lo zucchero, fate raffreddare e incorporate delicatamente gli albumi montati.
Adagiate sul fondo del guscio di pasta frolla le pere sbucciate e tagliate a fettine, versate sopra il composto di cioccolato, cospargete con il sale di Cervia e infornate nuovamente per circa 10/15 minuti a 170/180 gradi (il cioccolato dovrà rimanere morbido).

giovedì 8 aprile 2010

Risotto con verza e costine alla brace

Risotto con verza e costine alla brace
Come ogni anno, terminata la scampagnata di pasquetta dove con gli amici si è grigliato tutto quello che ci è venuto in mente, mi ritrovo a fare i conti con i famosi "avanzi" di carne alla brace e quant'altro...
Ecco che cosa ho pensato di fare: un bel risotto (rigorosamente carnaroli) che con la verza che ho in frigorifero e la costina di maiale stà a meraviglia!
Ho cercato di colorare un po' il piatto con delle carotine, ma credo di aver esagerato... pazienza ormai è fatta, ma per fortuna il gusto non si è addolcito troppo essendo la carne molto saporita e affumicata.
Buon Appetito!

Risotto con verza e costine alla brace

 RISOTTO CON VERZA E COSTINE ALLA BRACE

INGREDIENTI per 4 persone:
  • 300 gr. di riso carnaroli
  • 4 costine di maiale cotte alla brace
  • 150 gr. di verza
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • 50 gr. di parmigiano grattugiato
  • 30 gr. di burro
  • sale q.b.
PREPARAZIONE:
Scaldate il vino in un pentolino per un paio di minuti in modo da dealcolizzarlo.
Fate tostare il riso in una casseruola calda, unite il vino, aggiungete lo scalogno e le carote precedentemente stufate in un padellino con olio EVO e 3/4 cucchiai di acqua. Procedete aggiungendo al riso il brodo vegetale poco per volta; dopo circa cinque minuti unite la verza tagliata a striscioline e continuate la cottura del risotto. 
A cinque minuti dal termine, aggiungete la carne delle costine tagliate a tocchetti.
A cottura ultimata, regolate di sale, togliete dal fuoco e mantecate con burro freddo e parmigiano. Fate riposare il risotto coperto per tre minuti e servite.

Risotto assoluto

martedì 6 aprile 2010

Insalata di tarassaco

Insalata di tarassaco
Come ogni anno, il giorno dopo il lunedì di pasquetta, sento il bisogno di depurarmi un po' ma senza scordarmi di dare gusto al mio pranzo! Infatti solo l'idea di consumare insalate scondite e quant'altro a basso tenere calorico mi rende un po' triste...
Proprio in questo periodo dell'anno, però, i nostri prati sono ricchi di una magnifica pianta che oltre a "curarci" dai bagordi delle feste, ci appaga anche grazie al suo sapore. Sto parlando del Tarassaco soprannominato "dente di leone" a causa della forma molto affilata delle sue foglie; è una pianta vivace che cresce in tutte le regioni del mondo ed è apprezzata perchè permette di ripulire l'organismo eliminando le tossine accumulate nel corpo. In cucina ne viene utilizzata la radice che si trova sui banchi del mercato con facilità e si presta a più preparazioni, in particolare con le uova.
L'insalata che ho preparato è un mix di tarassaco, uova sode, semi di girasole tostati, tocchetti di pane integrale (sempre tostato), il tutto condito con olio di sesamo che io trovo perfetto per questa preparazione.
Piatto veloce, proteico ma soprattutto "disintossicante".

Insalata di tarassaco

INSALATA DI TARASSACO

INGREDIENTI per 4 persone:
  • 4 cespi di tarassaco
  • 4 uova sode bio
  • 2 fette di pane integrale
  • 2 cucchiai di semi di girasole
  • sale rosa dell'Himalaya q.b.
  • olio di sesamo q.b.
PREPARAZIONE:
Fate rassodare le uova e lasciatele raffreddare; lavate il tarassaco e asciugatelo con cura. Tagliate il pane integrale a piccoli tocchetti uguali e tostateli in forno per qualche minuto; tostate i semi di girasole in un padellino fino a farli dorare. Procedete con la preparazione del piatto: tagliate a pezzetti le foglie di tarassaco, unite le uova tagliate a cubetti, i tocchetti di pane, i semi di girasole, regolate di sale e aggiungete a filo un po' di olio di sesamo.

venerdì 2 aprile 2010

'E cuzzupe di Pasqua

'E cuzzùpe di Pasqua
A casa mia,  la Pasqua  non arriva se non preparo qualche giorno prima le "mitiche" Cuzzupe, che tanto mi sono care.  Si tratta di un dolce tipico calabrese, fatto di morbida pasta frolla che profuma molto di limone e vaniglia dalle forme più fantasiose, decorato con uova sode o con glassa e codette di zucchero colorato. 
Ogni famiglia ha la sua ricetta personale che si tramanda da madre in figlia ed anche il nome del dolce cambia a seconda della zona (le "cuddure" per la zona di Reggio Calabria).
Il sapore è quello semplice dei biscottoni da colazione che sanno di uova fresche e burro buono, che forse stiamo un po' dimenticando. E' un peccato che le tradizioni spesso non vengano mantenute (anche per ragioni legate ai tempi moderni) ma le pasticcerie della regione le propongono ogni anno.
Qualche curiosità......
Questi dolci venivano preparati dalla futura suocera e dati in dono alla fidanzata del figlio la prima volta che questi andava a conocere la famiglia della sua amata. 
La mia nonna mi racconta che se la decorazione veniva fatta con sette uova allora significava che il fidanzamento era prossimo al matrimonio, mentre se erano nove, era rinnovata la promessa di fidanzamento; quindi "cu' nova rinnova, cu’ setta s’assetta" cioè "Con 9 (uova) si rinnova con 7 ci si siede" (ci si accasa).
Inoltre, secondo  la tradizione calabrese, si prepara una cuzzupa per ogni membro della famiglia e la dimensione cresce con l’aumentare dell’età, quindi la più grande per papà, poi mamma e via via per i figli.
'E cuzzùpe di Pasqua
'E cuzzùpe di Pasqua
La decorazione con l'uovo sodo è molto significativa
in quanto sta ad indicare la (ri)nascita.

'E CUZZUPE DI PASQUA


INGREDIENTI:
  • 600 gr. di farina 00
  • 200 gr. di zucchero
  • 100 gr. di burro 
  • 4 uova bio
  • 1 limone naturale (scorza)
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 bustina di lievito (cremor tartaro)
  • codette colorate q.b.
Per la glassa:
  • 100 gr. zucchero a velo
  • 1 albume
PREPARAZIONE:
Setacciate la farina con il lievito e versate il tutto su una spianatoia, unite lo zucchero e formate un foro nel centro (la classica fontanella) nel quale sguscerete le uova; aggiungete quindi la scorza del limone grattugiata, il latte, il burro morbido a tocchetti e i semini della bacca di vaniglia; lavorate con le mani fino ad ottenere un impasto sodo ed elastico. Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per circa mezz'ora.
Trascorso il tempo, prelevate dal panetto dei pezzetti della misura che preferite, date la forma che più vi piace alle vostre cuzzupe e infornatele per 20/25 minuti a 180° (fino a doratura).
Per la copertura con la glassa procedete sbattendo l'albume con una forchetta fino a renderlo "acquoso" ed aggiungendo poco alla volta lo zucchero a velo.
Cospargete di glassa le cuzzupe e versatevi subito sopra le codette di zucchero in modo da farle aderire bene.
Se volete aggiungere l'uovo come decorazione, ricordatevi di rassodarlo prima e di fermarlo da una parte all'altra con una listarella di impasto.
Buona Pasqua a tutti!

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